
Era tanto che non entravo all’oratorio. Attenzione, non dentro un oratorio, dentro l’oratorio. L’oratorio dove son cresciuto, con i gruppi dell’ACR e delle squadrette di calcio. Era tanto che non ci entravo.
Devo dire che, pur senza accorgermene, l’oratorio mi era mancato. Le stanze, il campetto, il parco giochi… tutte vuote nella mia testa per gli ultimi dieci anni. Perché quando in un posto non ci sei è come se fosse vuoto. Non per presunzione, semplicemente certi posti li metti di lato, e nella tua testa è come se non esistessero, fossero vuoti.
Oggi invece ci sono rientrato in quel posto così vicino e così lontano, a due isolati da casa mia. Ed è stato bellisimo. Io che non sono l’esempio del cattolico come piace al Vaticano e che mi devo nascondere dal parroco a cui dissi che solo i Valdesi meritavano di essere chiamati Cristiani, io, questa sera là dentro mi sono quasi emozionato.
Era un posto pieno di gente buona. Pieno di famiglie con madri che fanno le torte, di bambini e di ragazzi felici nonostante le idee un po’ confuse sulla loro identità di ciellini post-DC. Gente educata che non butta le carte a terra. Quasi mi ero scordato esistessero.
Si arrostiva carne e si mangiava tutti felici, il prete contento si godeva il tutto. Brezza e sorrisi. Chitarre e sorrisi. La spensieratezza di tanta gente buona messa insieme; tanta che non ricordo un’ultima volta in cui ne ho vista così tanta, di gente buona messa assieme
E dire che non entravo in chiesa da tre anni e a me fino a ieri i ciellini stavano sul cazzo.








Solo un commento ↓
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Margutte
Lug/21 23:17E’ il bello della provincia, in fondo. In mezzo a tanto brutto.
Eddaie, scrivi: