Mai come in questo caso, complimenti per la conduzione. Da Life is a Show:
La scorsa domenica, dopo una nottata di bagordi fortemarmini non ho potuto resistere alla tentazione di visitare il set dell’ultimo film di James Bond, Quantum of Solace, titolo di lavorazione Bond 22, che si aprirà proprio in Italia, partendo dal Lago di Garda, passando da Carrara, Siena, per finire a Talamone. Ci sarà dunque tanta Toscana, ma soprattutto tanta Carrara, tante cave di marmo. La “mia” Carrara, le “mie” cave. Il set era protetto come una zona militare: posti di blocco della polizia ne impedivano l’accesso, già parecchi chilometri prima, creando una ovvia confusione di curiosi, lasciati ai margini della zona delle riprese. Infiltrarsi non è stato facile, ma con un pò di perseveranza, faccia tosta ed ostentata autorità siamo riusciti a varcare i blocchi ed a montare sui pulmini della troupe, che ci anno portato su al campo base, a pochi metri dalle riprese vere e proprie. La location era installata nel bacino marmifero dei “Fantiscritti”, non in una vera e propria cava, ma in un vecchio depostito dotato di piazzali e di tornanti da brivido. Impossibile immaginare una location migliore per la scena di inseguimento tra la Aston Martin di James e la Alfa Romeo dei cattivi. Forse nell’inseguimento è coinvolta anche una improbabile LR Defender dei Carabinieri, con adesivi che sembravano “ritoccati”, ma non posso garantirlo. L’intero set, composto da 350 persone, 30 automezzi e materiali tecnici d’ogni sorta era destinato soltanto alle riprese di una sequenza, quella dell’inseguimento appunto, ed è costata la bellezza di 10 milioni di Euro su un totale di 300. Per una sola sequenza! L’organizzazione logistica era di stampo militare: la frangia italiana della produzione (Roma) si occupava principalmente di coordinare gli spostamenti fisici di uomini e mezzi e di vegliare sulla second unit (action unit) diretta dal regista Dan Bradley, noto per le scene mozzafiato della saga di Jason Bourne. Fondamentale anche l’apporto di un unità di alpinisti trentini, specializzati in situazioni montane al limite. Da lontano si udivano gli “spari” e le derapate delle automobili di scena, costrette a ripetere all’infinito la stessa scena. Solo quel giorno sono stati fatti 150 take ed ho avuto un autentico tuffo al cuore quando ho visto scendere la prima Aston Martin (distrutta e sporca di polvere di marmo). Era proprio lei, la macchina di James Bond, che tra pochi mesi tutto il mondo sentirà rombare nelle sale. A detta della troupe (gentilissima e disponibile nei nostri confronti, nonostante fossimo gli unici intrusi) ben 10 gioielli inglesi sono stati “sacrificati” sull’altare della finzione, un vero peccato. La Mercedes ML su cui era installata la “giraffa” (telecamera a braccio mobile) era nera opaca, con cerchi neri opachi, per ridurre al minimo eventuali riflessi luminosi nelle inquadrature, sottigliezza che mai avrei immaginato.
Per le foto vi rimando al post.








3 commenti ↓
1
jacopo
Mag/10 14:42Edoardo ti ringrazio per la citazione, sono onorato.
Dùe domande però:
Mi interessa la tùa personale interpretazione del termine “condùzione”. Stampo televisivo, giornalistico o militare?;)
Seconda: perchè hai riportato metà post?
2
Edoardo
Mag/10 15:18Metà perchè era troppo lungo ed ho preferito rimandare al post.
Conduzione di tipo automobilistico.
3
jacopo
Mag/10 17:39hahaaa! Aùtomobilistico, giùsto!
Eddaie, scrivi: