Freeconomics

Pubblicato il 6 Maggio 2008 da Edoardo · Nessun commento

C’è una sola cosa di cui parlano le persone fighette che amano parlarsi addosso all over the world: Freeconomics.

Freeconomics è la nuova strabiliante teoria di Chris Anderson, direttore di Wired. Lo stesso che due anni fa sosteneva The Long Tail Theory, la teoria della coda lunga: un nuovo business che punta tutto sulla capacità di immaganizzazione, l’esempio lampante è Amazon che grazie a immensi depositi può permettersi di mantenere in catalogo roba la cui richiesta è bassissima ma che nel suo complesso fa circa il 50% del fatturato grazie alla quantità di varietà; un po’ il ribaltamento della filosofia di storaggio che possiamo notare in qualsiasi medio-piccola libreria: scaffali pieni di best-seller. Sembra una scemata ma è un trend che può rivoluzionare l’economia mondiale: lo scaffale infinito.

Lodato per aver esplicato a tutti la realtà, in puro stile americano, si ritrovò ad essere quasi un santone in perenne tournée sempre a ripetere la storiella. Nel 2007 fu a Milano.

Da qualche mese parla di Freeconomics: rivolizionaria teoria economica secondo cui il sistema economico può reggere servizi che non richiedono un pagamento in cambio: tutto gratis e il sistema regge.

Anche in questo caso gli esempi sono alla portata di tutti: Google, Skype, Wikipedia, la TV privata generalista…

E fin qua ci siamo, applauso a Chris Anderson, ragionamento che non fa una grinza. Però questa volta Chris si è spinto un po’ troppo in là. Nelle sei pagine che il Guardian gli dedica oggi afferma che pressochè tutto sia servizio può essere dato via per costi marginali, recuperando i costi attraverso vie traverse (pubblicità, corsie preferenziali, etc…). Parla di Ryanair, dove grazie al taglio di qualsiasi costo non necessario si può volare quasi a costo zero. Parla della musica via internet, con un trend crescente di band rassegnate alla pirateria che regalano la versione digitale dell’album cercando di guadagnare sui concerti. Parla dei libri, il suo libro è disponibile via internet gratis, lui guadagnerà dalle conferenze. Parla delle fotocopierie giapponesi dove si possono fare fotocopie gratis a patto di avere pubblicità sul dorso del foglio. Parla di tante altre cose. Tutto può essere gratis.

Io credo che stavolta il caro Chris si sia spinto un po’ in là. Gratis non è bello, non è meglio. Soprattutto ora, in un mondo alla ricerca di una nuova consapevolezza energetica, gratis è male. Per lo stesso motivo per cui la norvegese con cui ho vissuto per quattro mesi lasciava sempre le luci accese: là l’energia costa pochissimo. Come gli alberi tagliati solo per Natale e poi gettati dopo due settimane perchè costano poco. Non c’è consapevolezza del costo che il sistema pianeta affronta per sostenere qualcosa che tu credi sia gratis. L’inquinamento prodotto in media da un voto di linea (e Ryanair) equivale a quello che un’automobile di ultima generazione produrrebbe facendo andata e ritorna Luna / Terra. E non servono le brochure esplicative, ve lo dice uno che vive da mesi in una famiglia veramente consumista, alla faccia dello stereotipo americano.

  • Oltre il giardino
 

Pubblicato: Martedì 6 Maggio 2008 alle 21:18.

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