It’s a gorgeous piece of art.

23rdApr. × ’08

DeviantArt è un posto strano.
Il suo motto recita così: “Where ART meets application!”. Più che altro su questo sito dall’interfaccia verde palude (non sarà verde palude per voi, ma io identifico quella sfumatura in questo modo da anni) è possibile che l’arte incontri gente spocchiosa, divisa per gruppi ben distinti e fastidiosamente supponente. Ed è dunque possibile che la signora arte decida pure di voltarsi dall’altra parte. Così. Come atto rivoluzionario.
DeviantArt è un posto meraviglioso, in cui se sei amico dell’amico dell’amico magari il tizio che ha la gallery da tre miliardi di visite si degna di rispondere con un laconico “Thank you.” ai tuoi entusiastici commenti. Che poi è così, più sti qua sono  stronzi, più non rispondono e se rispondono ti fanno intuire che la cosa non è sentita, più lasciano intendere di sentirsi superiori al 99,9% dell’umanità, più vanno avanti. E sono apprezzati. C’è gente che li adora proprio. E gli fa pure regali.
Che se in giro ti comporti così ti ritrovi a quel paese in pochissimo. Ma loro invece sono artisti, c’hanno la gallery, e quindi va bene.
Va bene.
E magari sono pure invidiosa, dite.
Sì, lo sono. Perchè le mie foto sono brutte e nessuno si comprerebbe mai una stampa dei miei scatti nè mi regalerebbe un’iscrizione a pagamento così, senza conoscermi, solo perchè sono brava. O sono popolare e dunque poi l’altro ci fa comunque la sua bella figura.
Va bene.
E così, giusto perchè non ho nulla da fare giro fra le opere più popolari. Che bello. Che bravi. E io lo metto fra i preferiti. E io lo metto nella wishlist questo, va.
Io però proporrei di cambiare il metodo per uppare le opere. Cioè. Mi spiego. Io rivoluzionerei la suddivisione in categorie, introducendone alcune che lascino meno all’interpretazione, come invece fa Miscellaneous.
E dunque:
1. Grrr sono gothic.
La categoria Grrr sono gothic prevede al suo interno la presenza di foto con l’uso di ettolitri di sangue finto, qualche sguardo truce, o qualche sguardo sofferente. Per le donne capelli neri corvini su pelle nivea. O biondo bianco o rosso fuoco. Labbra rosse. Occhi chiari. Vestiti ovviamente neri o comunque scuri, tipo quelli delle band medieval e pagan folk. I cimiteri sono ottime ambientazioni. Cercate di fotografarvi da rannicchiati o con in mano un coltello e sguardo da persona poco sana. Cercate una spiaggia d’inverno su cui sedervi con il vostro abito nero per poi farvi ritrarre illuminati dalla pallida luce lunare.
Oppure recuperate dalla soffitta una bella bambola di porcellana, vestitela di trine e merletti se non ne ha già abbastanza e fatevi un intero servizio fotografico assieme a lei. Magari con trucco, parrucco e vestiti uguali, su.
Le foto con le scritte Hate Me e così via sono già passate di moda.
Nella categoria possono rientrare anche le photomanip sempre sullo stesso filone goth.
I vostri fan vi ringrazieranno postando nei loro blog le vostre foto, rigorosamente senza credits, seguiti da sproloqui molto goth, e molto eruditi, traboccanti inni all’oblio e alla decadenza.
2. Uìntag
Nella categoria Uìntag e occhiali da sole troviamo foto ispirate agli anni sessanta. Perlomeno, la tendenza solitamente è quella. Vinili. Bianco e nero. Un bel paio di calze a righe. Gli ingredienti solitamente sono questi. C’è chi vuol strafare ed aggiunge anche degli occhiali da sole. Rigorosamente grandi, io li chiamo a mosca perchè sono idiota ed ho bisogno di memorizzare le cose con nomi semplici tipo i bambini piccoli, ma sono quelli da diva, per capirci. Ah, anche la foto con delle belle cuffione e qualche titolo ispirato ad una canzone può starci.
3. Ho messo gli occhiali da sole di fronte all’obbiettivo.
La categoria H.m.g.o.d.s.d.f.a.o. include tutte quelle dannatissime foto i cui colori sembrano non essere stati modificati con Photoshop, ma lo stesso riescono a risultare innaturali. Il motivo? Presto detto. Tutti con questa colorazione sul beige/arancio che va tanto di moda. E che spesso viene accompagnata a qualche elemento della categoria 2.
4. Non vedo non sento non parlo.
La foto non vedo non sento non parlo è quella in cui il soggetto ha gli occhi o la bocca bendati, è costretto al silenzio, o non può ascoltare. Spesso accompagnata da toni aggressivi, espressioni provocatorie, in qualche modo vuole trasmettere il dissenso dell’artista contro un qualcosa di ancora non ben specificato. Quello che è specificato è che fa figo. E che ci si becca centinaia di fav al giorno.
5. HeyMaE’SoloUnaPiuma.
Dedicata alle foto a gocce d’acqua e piume. Perchè la sottoscritta s’è rotta gli zebedei di queste gocce d’acqua su foglie, gocce d’acqua che cadono, acqua. Piume. Piume sul nulla. Piume su sfondo nero. Piume colorate.
Perchè Hey, è solo una piuma… oooh però è così bella. E si, dai, un fav anche qui.
6. Categoria extra e non-fotografica: pupazzi e bambole.
Che nella maggior parte dei casi si tratta di aborti di tessuto colorato, rigorosamente con gli occhi ad X, e magari una faccina triste e belli morbidosi coccolosi. Ma sempre con qualche dettaglio che ti ricordi che HeySonoUnPupazzoDiDeviantArtEtDunqueSonoPureIoStronzo. Roba che anche io con ago e filo faccio meglio.
Per bambole si intendono aborti che neanche la mente malata di Giger riuscirebbe ad uscirsene fuori con creature simili. Mostri che se visti prima di andare a dormire popoleranno i vostri incubi per i prossimi cinque anni. Ma che comunque “it’s a gorgeous piece of art”.
Sissignore.
Guai a dire di no, o rischierete l’attacco da parte degli estimatori, o meglio degli adoratori dell’artista, o meglio i suoi amici, e gli amici degli amici.
Va bene.
Ricordate che gli scatti alle scarpe, magari accompagnate dalla colorazione della terza categoria vanno fortissimi.
E che mettere da qualche parte una gabbia, uno specchio, un violino ed un mazzo di carte francesi nelle vostre foto farà di loro roba proprio cool.

Buona fortuna.

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2 Comments

  1. Posted 24 Aprile 2008 at 10:06 | Permalink

    Ah, io un paio di anni fa ebbi un’animata discussione su deviant con la tipa che si spompina uno dei resident dj del Velvet di Rimini! Vabbè, vabbè, comunque Edoardo ti ho nominato per un meme. Tranquillo, si fa poca fatica.

  2. markovic
    Posted 28 Aprile 2008 at 14:37 | Permalink

    finissima Sarah

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