Anarchia globalizzata

19 Aprile 2008

Raffaele Simone propone immagini inquietanti ma schiette: una crescente esigenza di un bene soggettivo più che oggettivo.

D’altra parte viviamo nella “società globalizzata dei consumi” che ci fa concentrare sul presente, ci promette un benessere raggiungibile subito, qui e ora, una soddisfazione da cercare tutta nella dimensione personale. È questo lo “zeit-geist”, lo “spirito del nostro tempo”.
Che senso può avere allora continuare a investire sul desiderio e sulla speranza di un “mondo nuovo” e migliore che si realizzerà, certo, ma sempre “dopo” e al costo di quali sacrifici?
Che senso ha predicare il rispetto dell’interesse generale o la “redistribuzione della ricchezza”? Sono cose che oggi non stimolano più il desiderio della gente, non “tirano”, sono demodé, hanno un’aria restrittiva e perfino deprimente.

Credevo che questa spinta al soggettivismo e al consumismo avesse esaurito la sua forza dal 1994 ad oggi. Mi sbagliavo. Consumismo (Pdl) e Soggettivismo (Lega-MPA) trionfano più che mai.

Tuttavia credo che proprio a causa di questo declino si ritornerà a un’esigenza di bene comune. Voi come la vedete? Questo è un argomento in cui tutti, ancora, possono avere ragione.

     

    Pubblicato: Sabato 19 Aprile 2008 alle 14:47.

    Scritto da: Edoardo .

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