Esperimenti tardoadolescenziali

10 Aprile 2008

Ipse dixit - Prova a prestare jack alle amiche, vediamo che dicono. -
E così partì l’esperimento tardoadolescenziale degli ultimi tre giorni.

Mondo gggiovane #o2

La cavia:
Quattordicenne media, lettrice di Cioè, dipendente da bluetooth e fan di Tiziano Ferro. Federico Moccia è la somma autorità nel suo panteon di cantanti panc tipo i Finley.
Martedì 08/04 - Giorno 1.
Seconda ora di Greco, chiacchiere.
E l’argomento misteriosamente cadde su Tiziano Ferro. E sulla sua meravigliosa canzone strappalacrime Ti scatterò una foto. E su Ho voglia di te. E su Moccia. Libri.
A quel punto la nostra eroina si è già girata con un sorriso che neanche lo Stregatto, e ha iniziato a dire:
- Ma lo sapete che qualche giorno fa ho letto un libro fighissimo? Ha venduto quanto Tre Metri Sopra Il Cielo, qualche anno fa. -
Sguardi interessati.
- Jack Frusciante è uscito dal gruppo. -
- Di che parla? - classica domanda. ma che diamine, un libro non ti parla, sei tu che lo devi leggere, idiota.
- Eeeeh…meglio se lo leggi, no? -
- Ehm. Sì. Lo cercherò. -
E la maledetta sta cercando di cambiare discorso, quando la nostra vecchia estrae dallo zaino il Libro, e lo preme nelle mani della collega con un sorriso che neanche Barbie Sunset Boulevard ha raggiunto simili livelli di estensione plastica.

Ore 22.20 - sms in risposta al mio interessatissimo “Che te ne pare del libro? Hai iniziato a leggere?”
- sn arrivata a pag 15… cmq… nn so… nn è bruttixximo…xò…boh. -
[Sappiate che riportare le k e le abbreviazioni mi ha causato spasmi e tic all’occhio.]
Non è bruttissimo, però…però non ci hai capito niente, testa bacata. Perchè che cosa sia un grundig non lo sai, nè ci hai capito molto dell’anarchia linguistica, e stai leggendo tanto per. Conscia che qualche altra pagina e mollerai.

Mercoledì 09/04 - Giorno 2.

Prima ora, in palestra. Chiacchiere, gente che ripassa.

La cavia viene avanti con aria indecifrabile, mi molla una pacca sulla schiena che sa di comprensione come nei film SìLaVitaVaAvanti, non preoccuparti. Ed invece, con la stessa aria piatta mi dice: - Claudia, tu leggi libri molto strani. - quindi va via. Lasciandomi con le sopracciglia elevate oltre il tetto.

(Mia madre torna e fa: “ragazzo mio, hai qualcosa che non va” […])
(Il tono era simile.)

Ore 20.
Fonti autorevoli dichiarano che la Cavia si è già ribellata. Non continuerà nella lettura. Ed il mio povero libro dovrà giacere per il resto della settimana in mezzo alla polvere fra i Cioè? …ma anche no.

Ore 21 e 30.
Si trama vendetta.

Giovedì 10/04 - Giorno 3.
Ricreazione.
La nostra eroina si muove fra la fauna classicista e non cercando di placcare la Cavia. E ci riesce. Risate malefiche pre-registrare su bobina del Geloso.
-Allora, dove sei arrivata col libro? - e di nuovo sorriso plastico, aria gioviale. A vederle dall’esterno, a braccetto, sembrerebbero pure confidenti.
- Ancora avrò letto si e no quaranta pagine… non è male. - annuisce lei, in uno scuotimento generale di crine piastrato ad hoc.
Ghigno malefico della scienziata, luccichio negli occhi che solo nei migliori anime.
- E dimmi, che te n’è parso? Che ti è piaciuto per ora? -
Colpita e affondata.
Almeno così si pensava.

E invece no, la nostra cavia vola sulle ali della fantasia, e lascia basita la sottoscritta, con una risposta che somigliava tanto a - La scena del bacio… quando si mettono insieme… troppo bella! -
Diobbùono. Il bacio è ALLA FINE.
Ma certo, avrà pensato lei… lui innamorato, a lei piace, si metteranno subito insieme e si baceranno e faranno all’ammore nella spiaggia. Giusto?
E invece no.
Vena che pulsa che solo nei migliori anime/manga. Calcio rotante+anfibi con punta di ferro o no? Questo è il dilemma.
Optiamo per il no.
Calma.
E’ solo una povera idiota.
- E di Martino, che te n’è parso? -
E ci è sembrato di vederla, arrampicarsi sugli specchi cercando la soluzione adatta. La domanda in tal caso è “Chi è Martino?” e la risposta sarà pure dentro di lei, ma è palesemente sbagliata. Viva Quelo.
- Martino? -
silenzio.
- Ah, sì, era forte. -

Forte.
Sì.
Certo.
Tranquilla.
Respira. 1, 2, 3.

- Il libro domani riportamelo che se almeno deve fare la polvere, che la faccia a casa di qualcuno che lo ha letto davvero. -
Sorriso. QuantoTiVoglioBene. E su in classe.
Esperimento fallito.
…o forse era proprio quello che ci si aspettava.

     

    Pubblicato: Giovedì 10 Aprile 2008 alle 15:16.

    Scritto da: Claudia .

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    4 commenti ↓

    • 1

      Edoardo
      Apr/10 15:34

      Risultato: non è il contesto a fare la generazione ma la generazione a fare il contesto.

    • 2

      Jacopo
      Apr/10 18:48

      Questo post sfata ogni mia convinzione. Sono veramente convinto che Tre metri sopra il cielo stia alla nuova generazione come Jack Frusciante è uscito dal gruppo stava alla mia. Però credevo anche che ci fosse possibilità, unidirezionale eh, per provare a esportare delle cose dalla vecchia e importarle nella nuova. Pensavo lo si potesse fare. E invece sono semplicemente specchio, Jack frusciante sarà anche tardoadolescienziale e tremendamente POP (Pop come pochi libri italiani riescono ad essere) ma è anche storto, complesso, dinamico, profondo. Brizzi è uno che ha capito delle cose della vita, Moccia è uno che ha capito delle cose del mercato.

      Come direbbe qualcuno: minimo storico.

    • 3

      Edoardo
      Apr/10 18:55

      Come volevasi dimostrare.

    • 4

      claudia
      Apr/10 20:27

      Io sto ancora raccogliendo le mie braccia, precipitate al suolo dopo il - Forte -.
      Purtroppo l’esportazione non avrebbe successo… in modo silenzioso come la scomparsa delle cinnamon, i valori e lo spirito di Jack Frusciante è uscito dal gruppo sono spariti dalla mia generazione.
      In tutta la mia scuola, sfido a trovare qualcuno che durante le lezioni legge in inglese la storia della Apple Computers, o gente che si da appuntamento di fronte alle librerie, che parla di poeti anche al di fuori della scuola.
      Non ci si riconoscerebbero, loro, in un libro del genere.
      (Continuo a credere di essere un prodotto uscito con qualche difetto di fabbrica… perchè io in quel libro mi ci sono vista tantissimo. In alcune parti era me. fine.)

      Che tristezza.

    Eddaie, scrivi: