
Ieri son andato al cinema. Proiezione delle 20.30, cinema di paese, sala vuota. Film: Tutta la vita davanti.
Cos’è? E’ l’ultimo film di Paolo Virzì, quel simpatico furbo livornese che ci conosce e ci dice le cose che vogliamo sentire nel modo in cui le vogliamo sentire. Questa volta l’intelligente timido/a si chiama Marta e come il classico protagonista virziniano è in un momento di sentimento misto di qualcosa. Marta con la sua intelligenza e finta timidezza ci accompagna nel mondo del precariato multinazionale come già Caterina ci ha accompagnato nelle Roma dei salotti.
Il tutto è condito con la sublime e stronza presa per il culo attraverso i dettagli – un classico dei film di Virzì. L’immobile precario schiavo del sistema che si sente uomo di successo ha gli occhiali con la doppia asticella, le cravatte lucide col nodo largo dello stesso colore della camicia e il coupè-cabriolet. Il manager anch’esso schiavo del sistema ha il SUV, la moglie ritoccata che ora sta con un altro, gira in monocoso, impone che tutti lo chiamino Claudio e ha i migliori ricordi a Sharm El Sheikh di cui tiene le foto in una cornice elettronica, è adulato e lampadato. La capa centralinista è un mignottone in carriera che va di leopardato, sbaglia i congiuntivi, abita in una villetta a schiera arredata con un’oscena imitazione della stupenda lampada ad arco di Castiglioni (vista in tv e comprata in un centro commerciale) e manda musica dal computer accompagnata con una presentazione di sue foto. Potrei andare avanti per ore, ogni personaggio è sottilmente e sublimilmente sfottuto nei suoi tic; tra di loro ci sono anche gli autori del Grande Fratello che fieri insultano la propria trasmissione, anche un pò per pararsi il culo, come in quella Domenica In dell’Italia Spensierata di Francesco Piccolo.
La storia di fondo e bella e amara. Esci un pò così. Bello eh. Io lo rivedrò tante tante altre volte.
* Gli attori son tutti sopra la media italiana in quanta bravura. La fotografia è notevole per essere un film italiano.








Solo un commento ↓
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jova
Apr/6 23:50L’ho visto ieri e non mi ha deluso,non solo per la storia che non è affatto scontata ma anche per la bravura degli attori,come hai fatto notare tu.Se Massimo Ghini recitasse sempre così invece di fare Natale in Papuasia il cinema italiano ne godrebbe molto.
E’ sicuramente il miglior film di Virzì;è probabilmente il miglior film italiano da un po’ di tempo a questa parte,diciamo da Le conseguenze dell’amore di Sorrentino.
Insomma:straconsigliato a tutti
Eddaie, scrivi: