
Oggi Luca Sofri scrive una cosa che si può sintetizzare in:
(…) bisogna anche ammetere che (l’inviato) ormai lo è del tutto - sostituibile - quando sta a caro prezzo nelle maggiori capitali occidentali, da dove si fa vivo al telegiornale per farsi vedere sullo sfondo del solito autobus rosso a due piani e raccontare quello che ha letto sui giornali del mattino (…)
In poche parole si dice che gli inviati nelle grandi città estere potrebbero essere richiamati in patria dai rispettivi tigì data l’attuale diffusione delle notizie. Che ora c’è la CNN signora mia, che ce stanno a fà quelli là a fare la bella vita?
E’ mia irrilevante opinione considerare ciò una grandissima stronzata. Il risultato di qualcosa del genere non sarebbe solo un sopportabile abbassamento della qualità del servizio; ma renderebbe il racconto del fatto semlicemente il surrogato del racconto di qualcun altro. Perchè le notizie prima di esser notizie son fatti, poi diventano notizie, con i fatti dentro. E a noi arriverebbero solo notizie già confezionate.
Entrerebbe anche in gioco la pigrizia del giornalista che sceglie la facile traduzione rispetto a una saggia rielaborazione con analisi delle fonti. Non è più giornalista. L’effetto repubblica.it.
Poi, quando si chiamano gli inviati nelle capitali, di solito è successo qualcosa di cui la gente là parla. E compito dell’inviato è cogliere l’animo della gente, nelle strade, crea sullo schermo una finestra in quel Paese, a casa di ogni telespettatore. So che le interviste on the road le puoi vedere anche sulla CNN, ma quelle son fatte da abitanti di quel Paese per telespettatori di quel Paese. Non c’è l’occhio dell’esterno. Da forestiero ti fai altre domande: fai altre domande.
Detto questo, penso di aver detto una serie di baggianate, rileggo ciò che ho scritto: troppo banale. Cos’è che mi sfugge nel discorso di Sofri?








3 commenti ↓
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littlepsycho
Feb/24 08:20questi personaggi sono dei punti fermi…dimmi che non ti sarebbe piaciuto fare l’inviato in russia!
2
Luca
Feb/24 11:22Quello che ti sfugge è che gli inviati nelle capitali fanno quello che farebbero a Roma: leggono le agenzie e i giornali. La differenza tra il fatto e la notizia non esiste neanche per loro. E quando parli della “strada”, prova a pensare se tu raccogli più notizie su cosa succede in Italia passeggiando in strada o leggendo i giornali e guardando la tv. L.
3
Edoardo
Feb/24 12:10La notizia viaggia, l’animo della gente non tanto, e quando lo fa è solo perchè è veicolato da qualcuno che in ogni caso non riuscirà mai a presentartelo nella sua completezza, e non perchè sia un giornalista scadente, bensì perché è impossibile dare un quadro veramente completo. E l’occhio del forestiero vede cose diverse, che magari a chi là ci vive erano sfuggite, o semplicemente erano sembrate irrilevanti.
Poi tu fai il paragone con l’Italia, se succede qualcosa in Italia come ne senti parlare dalla gente, ma come ho già scritto sopra quando si chiamano gli inviati nelle grandi città è perchè è successo qualcosa di grosso. E se casca la torre di Pisa la gente al bar o al mercato ne parla.
Eddaie, scrivi: