Che poi certi posti esistono

8thFeb. × ’08

Oggi era venerdì, e il venerdì si esce. Sta volta però si è fatto alla grande, siamo andati da Jimmy’s spice. Che è quel tipo di ristorante che esiste solo in certe sit-com americane. Quello dove paghi un tot e puoi mangiare quanto vuoi. Sì, paghi 10£ e puoi mangiare fin quando non muori. Eravamo 20, affamati, pazzi, giovani e a digiuno pianificato da 24 ore. Ci hanno dovuto fermare. Camerieri preoccupati passavano sussurrando “Don’t you think is enough?”. No, non era mai abbastanza. Ed era buffet, buon buffet, e c’era di tutto. Assolutamente di tutto. Un bancone rettangolare che chiudeva la cucina a vista lungo 30 metri e largo 5 pieno di cibo gratis. Che poi dopo che ti scordi che hai pagato e il cervello capisce solo cibo gratis e non ti fermi più. Si entra in un altro stato psicologico. Le persone cambiano. Si mischia tutto, non si capisce più niente, si fanno gare improbabili. Al ha mischiato il Bacardi al mango e mela col latte e vodka. Poi ha accettato la sfida di mangiare mischiandoli insieme nello stesso piatto insalata greca, gelato alla fragola e curry. Mark ha messo insieme caramelle Haribo, gelatina all’arancia, marschmallow, gelato spray e panna. Max faceva gara a mangiare la gelatina senza mani nè forchette, solo con bocca e risucchio. Son saltati schemi e inibizioni. Ciò che ho fatto io forse meglio non ve lo racconto. Era come vivere un sogno in real time. A tutti brillavano gli occhi. Ci han buttato fuori. Poi abbiamo vomitato alla fermata del bus, due bobby ci han messo spalle a muro e fatto fare l’esame alcolico ma non eravamo ubriachi (a parte Al). Anche loro sconcertati.

No, non è On the road. E’ quello che succede quando il cervello entra nella falsa riga di cibo + gratis. Questa mi tocca ricordarla.

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