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Io ogni volta che entro da WHSmith esco spendendo un sacco di soldi. Son fatto così, non ci posso fare niente. So già dove andare, c’ho la mia sezioncina, quella dove c’è Newsweek, Time, the Economist, Wired, Monocle e amici. E ogni volta ne scelgo uno. Questa volta è toccato a Monocle. Il titolo dell’issue già mi aveva preso “A forecast for 2008+”, e ancor di più mi aveva preso il fatto che aveva un titolo dell’issue. Di magazine che facessero issue tematici conoscevo solo Vice. Poi mi ha colpito la grafica, mi ha colpito così tanto che mi son detto “Ma questo è il più bel magazine che abbia mai visto”, e ancora ora, fuori dallo shock, lo penso. La qualità della carta, il suo essere di misura perfette, e per me perfetto vuol dire piuttosto piccolo, ma abbastanza spesso per durare veramente un mese. Poi, più di tutto mi ha colpito il sommario di copertina:
- A map of military build-ups
- Troublemakers on the horizon
- Emerging territories
- Places to escape to
- Transform-nation
- The high-def dilemma
- Five retailers to watch
Poi a sfogliarlo dentro ho visto un articolo su come le divise dei militari, diplomatici e corrieri creano icone e rimangono nei ricordi della gente e uno schema del governo perfetto: Ministero della comunicazione al MIT, Ministero per l’ambiente alla Città di Copenhagen, Ministero della Giustizia alla Harvard Law School, Ministero per gli affari esteri alla diplomazia svedese.Insomma, è stato amore a prima vista. E ora che lo sto assaporando lo amo ancora di più. Son andato a vedere i vecchi numeri sul sito e ho incominciato a dare capocciate al muro per essermi perso il numero di settembre: Monocle reveals everything you need to build a 21st-century country – from a well-designed passport to an efficient airline – and reports from the world’s breakaway states, failed nations and global powers in need of a thorough rebranding.
D’ora in poi lo comprerò con devozione, quando tornerò in Italia mi ci abbonerò e ne parlerò in continuazione. Che ci possiamo fare, son fatto così.
La definizione più calzante che ho trovato in rete:
It is a mix of the best from The Economist, Vanity Fair and The New Yorker. A reading pleasure. Unexpected topics. Long pieces. More than 200 B4 matte pages. Heavy stuff. But smart. Elegant. Compelling. Trendy. Different. And… just journalism at its best. A lesson for newspaper and magazine publishers. Quality sells. Get it!








7 commenti ↓
1
Ste
Nov/27 20:40ad essere sincera non l’ho mai sentito nominare… Da perfetta ignorante mi hai fatto venire la curiosità di vedere se hai ragione…
2
jo
Nov/28 18:37Per impaginazione, stile e articoli questo giornale è un punto di riferimento dell’intera editoria.
Bravo.
Curioso che un ragazzo così giovane lo apprezzi.
3
little psycho
Nov/29 17:55“A fresh focus on global affairs, business, culture, design and all you need in life.”…dice bene il sito di monocle…sembra la rivista perfetta!…menomale che non c’è qui in Italia ….non uscirei più dal cesso (mio luogo sacro per la lettura di riviste)…
4
edoardo
Nov/29 21:40in Italia c’è
5
littlepsycho
Nov/30 17:00non lo sapevo…anche tu hai dovuto fare 3000km per scoprirlo.
6
edoardo
Dic/1 21:06veramente lo cercai a marzo dopo averne sentito parlare nel blog di Luca Sofri [*], ma guarda caso Vecchio non ce l’aveva, poi me lo tolsi dalla testa, comunque credo che se vai da Barbagallo qualche speranza di trovarlo ce l’hai.
7
L’indiscutibile affermazione di superioritÃ
Gen/15 21:33[…] che avevo scritto bene di Monocle. E basta. Non sono nè abbonato nè iscritto in nessun modo a loro. Poi però oggi, […]
Eddaie, scrivi: