
Venerdì in una qualche pagina dedicata agli spettacoli di quella boiata che è La Repubblica scorgo un titolone: “Simpsons, estremisti di sinistra“. Lì per lì penso a qualche accusa lanciata da qualche padano in preda al vino, ma era semplicemente - come era ovvio pensare - un’intervista a Matt Groening, colui che fa i Simpsons da quando sono nati. Vado per leggere ed è un intervista in cui effettivamente Matt Groening dice le stesse cose che dice ad ogni intervista sui Simpsons. Dice che i Simpsons sono contro i conservatori, chi vuole che tutto rimanga uguale, ma che sono anche una famiglia unita. Poi incalzato da una domanda del giornalista ricorda gli attacchi del presidente Bush (senior) alla famiglia gialla e aggiunge che i Simpsons sotto alcuni aspetti si potrebbero definire anche anarchici, e forse pure di sinistra. Tutto qui. Niente di nuovo.
E c’era bisogno di fare quel titolone? Sì! Perchè qui c’è stato il fenomeno da titolone per padri. Il titolista con quel titolo là stava cercando di impressionare chi i Simpsons non li aveva mai visti, credendo che il lettore medio di Repubblica li conoscesse solo per sentito dire - che secondo me è anche possibile. Che alla fine è lo stesso fenomeno dei titoli degli articoli sulla tecnologia e su internet, perchè come dice Matteo Bordone:
Internet non è il paese delle meraviglie. Basta con i titoloni, basta con le rivoluzioni tecnologiche capite male e raccontate peggio. Ci vuole un approccio più sereno, quello che si ha nei confronti di ciò che si conosce e non si teme.
Purtroppo a casa mia si compra la Repubblica, La Sicilia e Il Sole 24 Ore. E io ora incomincio a leggere Il Sole 24 Ore, e che sò scemo?








Solo un commento ↓
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Stefania
Lug/29 14:54I Simpson potranno pure essere anarchici e di sinistra… il fatto eclatante è che invece sono una “genialata” (come dici tu), perché raccontano ironicamente frangenti di vita reale che ti fanno aprire gli occhi. … E qualcuno li definisce addirittura volgari perché Bart dice ECCHECCACCHIO o CIUCCIATI IL CALZINO… mah, vorrei proprio vedere. In ogni caso, in un cartone animato Matt Groening è riuscito a raccontare l’America con i suoi pregi e i suoi difetti, attraverso una famiglia tipica americana. Io gli direi semplicemente: GRAZIE. Nessun’altro ci sarebbe riuscito meglio di così. Punto.
Eddaie, scrivi: