XL, ma che minchia mi rappresenta?

17thLug. × ’07

GENERALLY In XL, gli ingredienti ci sono, anzi a dir la verità, riflettendoci, c’è solo qualche ingrediente, ma c’è e gli altri non ce l’hanno. Questi ingredienti sono qualche bella idea, qualche firma importante e un gruppo editoriale alle spalle con tanta grana. Poi niente di più. Avevano una grande occasione ma non l’hanno saputa sfruttare. Con la grana del gruppo editoriale che gli sta dietro si poteva fare qualcosa di straordinario, qualcosa che si facesse seguire, non che si limitasse a seguire. Già, perchè XL segue tutto e tutti. Ha seguito il boom dell’ìppopp italiano (spingendo un pò troppo su Fabri Fibra e poi su Mondo Marcio) e tante altre cose, insomma tutto ciò che andasse in quel momento e in quel posto lì lui ce l’aveva là scritto. Ma un giornale per giovani non deve scrivere ciò che va in quel momento - che interessa solo ai padri che cercano di capire il mondo dei figli - deve scrivere ciò di cui presto si parlerà al più alto livello. Con inviati dall’estero e dal vero underground italiano. E deve avere il coraggio di scrivere anche cose di cui magari nessuno avrebbe parlato mai senza quel loro articolo là che ne ha fatto parlare. Questo è solo un vago tentativo di fare un giornale per ragazzi generalista, moderato, che deve piacere un pò a tutti e politically correct.

GRAFICA [è il peggio, la parte peggiore, il difetto senza di cui gli altri neanche si noterebbero] Per prima cosa io eliminerei quel cazzo di grafico là che gli ha impostato il progetto grafico di base del magazine. Ma cazzo, compratevi un Rolling Stone o Vice e ammirate la pulizia e l’incredibile bellezza della grafica che li rende superiori a tutti. Perchè se credete che i font col finto sporto e col tremolio possano fare presa sui giovani avete sbagliato tutto, non siamo più negli anni novanta da un pezzo già e i font con i finti sgoccioli tipo scritta da writer incominciano ad essere inguardabili. Il tremolio è finito.

FORMATO [e quindi anche il nome] Di nuovo, non siamo più negli anni ottanta/novanta, i ragazzi non vestono più largo. Perfino i pantaloni sono tornati attillati. Un giornale per ragazzi deve essere piccolo, tascabile, deve entrare dentro un eastpak e non deve essere più grande di un MacBook, anzi, il MacBook deve essere proprio il limite invalicabile. E’ troppo inutilmente grande. So che è il nome quindi o si cambia il nome o si cambia il formato, so che voleva dire grande, so che ci sono studi di marketing dietro, so proprio cazzo tutto ma non mi piace neanche il nome, io l’avrei chiamato KAAKA-BOOM!

Certo, poi di cose belle ce ne sono, ci sono grandissimie firme, c’è Lucarelli, c’è Vasco, ci sono i fumetti, c’è il su&giù, ce ne sono proprio tante cose belle. Ma con quei difetti là basta avere appena un grado di miopia e non li vedi più - i pregi.

Edit del 18 luglio 2007, vi riporto cosa aveva scritto già nel 2005 EmmeBi a proposito:

Di solito se voglio dare un giudizio serio e sereno su un giornale (magazine, mensile o settimanale che sia) aspetto sempre il terzo numero. Non so se questa sia una consolidata regola editoriale, diciamo che lo trovo semplicemente un ragionamento di buon senso.
Insomma, il primo numero non si conta: la redazione gioca subito il carico da undici oppure, cosa ultimamente più frequente, lo tratta come un numero zero e quindi è pieno di errori e di cose orride alla vista. Il secondo numero non si può certo prendere in considerazione: è quello più pensato, che fa tesoro delle ingenuità del primo e, anche se i contenuti non solo all’altezza dell’esordio, tutto è perfettino e ammodino. Quindi non si conta. Il terzo invece, per la mia breve ma intensa esperienza di lettore è solitamente il primo numero a regime, da cui si capisce come è e come sarà il giornale.
Passiamo allora a leggere il terzo numero di XL, il mensile di musica e lifestyle del gruppo Espresso che ha sostituito il settimanale Musica!. Ecco partiamo da quest’ultimo: qui lo si rimpiange. E anche parecchio. Era un giornale senza troppe pretese ma che, settimanalmente forniva un sufficiente quadro della scena musicale pop, rock e italiana indicando i dischi e i gruppi che “andavano ascoltati” e fornendo qualche superficiale approfondimento sulle “scene” più interessanti. Uno poi non si trovava d’accordo su questo o su quello, ma faceva parte del gioco del giovedì.

XL invece è mensile e non è solo focalizzato sulla musica ma anche su altro (lifestyle è il termine che spiega tutto e niente allo stesso tempo).
Ma sopratutto vuol essere ostentatamente giovane.
Giovane, giovane, giovane. Questo deve essere stato il diktat imposto dall’editore e che ricorre continuamente come un mantra nella pubblicità del giornale (be young), nella pubblicità sul giornale, nelle rubriche e negli argomenti scelti.
Giovane, giovane, giovane. E quindi skate, wrestling, hiphop, videogiochi spara-spara, ecc. Mah.
Al di là del fatto che ritengo impresa impossibile fare una rivista generalista (musicale, poi) per il target giovani ma, al di là di questo, la cosa buffa è che, per quanto ne so io, l’età media della redazione e dei collaboratori è più vicina agli anta piuttosto che agli enta.

Insomma, l’impressione avuta è che sono loro i primi a non crederci tanto, a “non starci dentro”. E mi è parso di capirlo da un sacco di cose: dai fumetti (che peraltro sono la ‘cosa nuova’ del magazine) che, almeno in questo numero, sono quelli underground di venti anni fa, dall’articolo su quel tamarro di 50cent che è contrapposto alla critica di Nick Hornby (”digliene quattro tu, Nick, ché noi abbiamo le mani legate e anche i pantaloni a vita bassa recuperati da un cambio merci” sembrano dire dalla redazione) e da tanti altri segnali. E’ un peccato che sia così: perchè qualche articolo interessante c’è, perchè ci scrivono stimati blogger e anche perchè è un bell’oggetto da sfogliare. Ma il rischio è che la cifra del giornale venga limpidamente rappresentata dall’”editoriale” nell’ultima pagina di Vasco Rossi: un cinquantenne spompato che scrive come un dodicenne.

E io, pur non avendolo letto prima questo post di EmmeBi mi sento di sottoscriverlo in ogni sua parte.

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5 Comments

  1. Stefano
    Posted 17 Luglio 2007 at 13:14 | Permalink

    EmmeBi ne scrissa una simile anni fa
    http://emmebi.blogspot.com/search?q=Noi+siamo+i+giovani+con+i+blue+jeans

  2. sono io
    Posted 17 Luglio 2007 at 13:42 | Permalink

    sono arrivata qui da xl e poi sono passata alle foto.
    il mio commento è che secondo me sei ricco, ricco e fighetto, carino e con amici carini. e semmai ti volessi offendere perché ti ho definito ricco e fighetto non farlo, non è un’offesa anzi (so che chi si offende lo fa solo in apparenza, nessuno al mondo può offendersi per questo). venendo al post, xl cosa mi rappresenta? un mensile che parla di musica anche a chi non ha voglia di smanettare su internet alla ricerca di cose che non siano laura pausini o nek (carino nek, begli occhi, più passano gli anni, più migliora). fa conoscere vari e diversi generi musicali, anche la musica meno commerciale. non è male, il formato, la grafica, se non piacciono sono peccati veniali. quello che conta è il contenuto e mi pare che ci sia senza essere finto alternativi a tutti i costi, ma se non piace… de gustibus. ciao torno a guardare le foto.

  3. Posted 17 Luglio 2007 at 13:50 | Permalink

    nella mia vita nessumo mi aveva dato del ricco, fighetto e carino. e dire…

  4. sandro
    Posted 19 Luglio 2007 at 14:53 | Permalink

    …ma cosa si vuole pretende dall’espresso?..

  5. Alex
    Posted 20 Luglio 2007 at 17:09 | Permalink

    mah.. forse lo hai sminuito troppo questo mensile e poi non segue solamente la moda(certamente più di Rolling Stone) ma ha anche molti articoli di gruppi Indie, metal, (escludendo i Finley e i Tokio Hotel) e per quanto riguarda la grafica ti do ragione, anche a me non piace molto anche l’impostazione delle pagine ..troppo complicate, al contrario di Rolling Stone e Vice. sulla dimensione non puoi dire che è troppo grande.. è identico a Rolling Stone solo leggermente più alto.. e non centra la storia dei pantaloni larghi (stile ipp-opp) perchè ancora si usano..certo molto meno di qualche anno fa..comunque non centra. Il nome non è male perchè secondo me ha anche il significato di grande=pieno di vari argomenti, quindi ci potrebbe stare. E non puoi paragonare l’insieme di XL con Rolling Stone, dovresti paragonare gli articoli di musica di XL con Rolling Stone.. Io penso che tu l’abbia criticato un pò troppo e poi è ovvio che Rolling Stone sia superiore a qualunque altro mensile di musica oltre che a essere il classico.. se vuoi informarti solo ed esclusivamente di musica non ti vai a comprare XL..

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