
Vorrei che fosse molto ben chiaro al mondo dei missionari del bene, che noi dell’esercito del male ce la stiamo mettendo tutta, ma ancora la materia non siamo riusciti a padroneggiarla come nei fumetti. Tipo che una barra d’acciaio è una barra d’acciaio anche per noi, purtroppo. E se ci tirate un pianoforte in testa, moriamo in un clangore di tasti e note, molle e legno. Ai cartoni Warner viene meglio, il numero del piano. Noi siamo solo pionieri del male, e nemmeno così bravi. Chi siamo noi? Ma come non lo sapete? Certo che avete capito. Noi siamo quelli che non credono ai valori, intesi come parole piccole e facilissime da capire; siamo quelli che vedono un bambino e non vedono una vittima del mondo cattivo o un dono del cielo, ma un bambino; siamo quelli che non concepiscono il senza se e senza ma; siamo quelli che vengono da una famiglia e non si sentono di doverla difendere; siamo quelli che sentono parlare delle droghe e sono convinti che siano sostanze, non strumenti infernali o treni superveloci verso Shan-gri-la. Siamo gente normale, che dubita che un gruppo di maestre si travesta da mostri satanisti per rapire classi intere di bambini piccolissimi e coinvolgerli in riti misteriosi. Per noi, per le nostre vite, francamente, il satanismo è irrilevante. È una scemata di gente che si veste di nero. E se in nome di satana c’è uno stupro, noi vediamo lo stupro; lo zoccolo caprino, no.E ci si chiede come per gli altri, quelli del bene, tutto invece sia possibile e il fine supremo giustifichi qualunque mezzo. Istituire dei Comitati per la Vita non sembra loro assurdo, evidentemente, mentre a noi verrebbe voglia di mettere in piedi dei Circoli per la Morte, così per dare un po’ di senso al tutto; i preti anti pedofilia, poi, ci sembrano la versione Disneyland di quello che tutti i preti devono naturalmente e per statuto essere, come ministri del culto cristiano cattolico, cioè uomini contrari a pedofilia, stupro di massa, omicidio seriale e molte altre forme di violenza, senza che ci sia un numero verde dedicato a questi temi o una targhetta fuori dalla parrocchia.
È così forte la convinzione che il male esista, nell’Esercito del Bene, e che vada oltre l’evidenza fisica delle cose, che quando un rampollo di alta società va in arresto respiratorio dopo che col travone Patty ci ha dato dentro di naso, loro puntano il dito contro l’ultimo emissario della fine dei valori, cioè la cocaina. Questo nonostante depressione e arresto respiratori siano effetti tipici dell’assunzione di oppiacei, tipo eroina. E quando un ragazzo fuma qualcosa in classe e poi muore improvvisamente, salta fuori che è stato uno “spinello”. Poi passano i giorni, si rimpicciolisce il corpo tipografico dei titoli e la notizia va in fondo al la cronaca. E solo allora salta fuori che non era stato uno spinello, ma il crack. Dire crack però fa troppo strano. Poi tocca spiegare. Allora si dice che è cocaina, comunque, anche se la differenza tra le due sostanze è enorme. Quello che conta è che la droga fa male. E che chi consuma la droga, la Droga, poi se guida il pullman dei bambini li fa morire.
Tutti d’accordo, no?
Mi sento di sottoscrivere in tutto e per tutto il post del buon Matteo, che non è come il buon Fabio ma suona bene lo stesso anche senza essere dentro un format nazional popolare. Anche perchè come dice noralisa:
io quando scrivi questi post qui ti voglio veramente bene








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