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Ci sono cose che sono talmente radicate nel pensier comune che sembra ci siano da sempre. Poi non sai se esistono, ma è come per la aisthesis di Epicuro, se tutti hanno un pensier comune vuol dire che esiste per davvero.
Uno di questi sono i club, i club letterari. C’ho pensato ieri notte mentre ascoltavo Dispenser, ho immaginato un club letterario e mi sono venute fuori tutte le cose sopracitate. Subito si sono messe insieme nella mia mente e ho avuto subito l’immagine del club.Occhiali tipo uno del pentapartito dell’ottantaquattro (MB), pullover girocollo di lana spessa, seduti su poltrone di pelle vecchiotte, un tazza calda in mano e biscotti dai nomi strani tipo quelli dell’IKEA sul carrello, tappezzerie alle pareti, giradischi che riproduce così piano la canzone che si sente più fruscio che note, iMac G3 bondi blu lasciato acceso su qualche blog nerd-letterario o su qualche asta per dei rari bozzetti di qualche sedia di Charles Eames, tappeti spessi, inverno, rumore di pioggia dall’esterno e caldo scricchiolio del legname che arde nel camino, parquet antico che deformato dal caldo emanato dal camino scricchiola sotto i tacchi.
Poi ci sono i tipi. C’è il tipo so-tutto-io che non perde occasione per dimostrarlo. Se si parla di Frisco e Sal Paradiso lui a Frisco c’è stato e ha conosciuto Neal Cassady (Dean Moriarty). C’è l’avvocato del diavolo che inizia tutte le frasi con “Si, ma…”. C’è il tipo sempre d’accordo che è lì perchè è stato convinto col lavaggio del cervello. Poi uno dei tipi, di solito il tipo so-tutto-io non rispetta le regole del club, perchè c’è da dire che nel club le regole non sono fatte per essere infrante, non siamo a Berkley in pieno sessantotto, e le regole ci sono, e ad esempio sei si dice di leggere i primi tre capitoli per parlarne la prossima volta il tipo so-tutto-io si è letto tutto il libro e se ne vanta pure. Perchè se ne leggi di meno, sei messo da parte e se ne leggi di più (come il tipo so-tutto-io) fai la parte del secchione spocchioso, che è troppo una cosa scolastica.
Poi bisogna portare con orgoglio il nome del club, magari con una t-shirt o con un blog multi autore. Quindi deve essere un nome che stia bene in 700px, e deve essere anche abbastanza nerd, qualcosa tipo I voltatori di pagina o Dio ci sei? Sì, sono io.
Insomma, in meno di cinque minuti mi sono venute in mente tutte queste cose, e mi sono stupito, non credevo di avere tutto sto gran background da potermi fare venire tutte ste idee.
P.S.: dalla porta gialla della foto sono passati gli autori di: The Simpsons, Futurama, Saturday Night Live, Late Night with David Letterman, Seinfeld, NewsRadio, The Office.








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terradiconquista.net » Blog Archive » Circolo letterario intimista
Lug/15 18:39[…] di circoli letterari ne avevo già parlato qui. Questa volta, grazie a ignipott ho avuto l’occasione di ficcarmici dentro: da oggi scriverò […]
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